L’oro rosso di Navelli: lo zafferano

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L’oro rosso di Navelli: lo zafferano

Questo notoriamente è il periodo nella quale in Abruzzo inizia a raccogliere l’ulivo. La tradizione vuole che terminata la vendemmia, ci si sposti sui maestosi uliveti per la raccolta. Ma forse non tutti sanno che ottobre e novembre sono i mesi dedicati anche alla raccolta di un prodotto, un eccellenza, che tutto il mondo ci invidia: lo zafferano, la spezia più ricercata e costosa al mondo. 

Lo zafferano è una pianta originaria dell’isola di creta, giunta casualmente in Abruzzo del XIV secolo.

Santucci era un monaco abruzzese appassionato di agricoltura e coltivazione. La leggenda narra che mentre era a Toledo, impegnato con il trubunale dell santa inquisizione, di cui faceva parte, degustó e conobbe questa pianta per la prima volta. il monaco fremeva dalla voglia di provare a coltivarla nella sua terra, l’Abruzzo, così nascose i bulbi della pianta all’interno di un ombrello, e li riportó a Navelli.

L’altopiano di Navelli si sposava alla perfezione con le richieste climatiche del fiore. Inoltre anche il terreno, pendente e ricco di minerali favoriva la perfetta coltivazione. 

Nel corso dei secoli inoltre la difficile coltivazione è andata a perfezionarsi, fino al punto da creare un mix perfetto per la nascita di un prodotto di eccellenza.

Nel 2005 la comunità europea ha dato il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta allo Zafferano dell’Aquila.

La coltivazione richiede tanto lavoro, basti pensare che ancora oggi non è possibile utilizzare macchine o strumenti tecnologici per la semina dei bulbi o la lavorazione degli steli. Lo zafferano viene lavorato a mano.

Il valore di questa spezia si può sintetizzare in pochi numeri: occorrono dai 200.000 ai 250.000 fiori e circa 500 ore di lavoro per fare 1 chilogrammo di zafferano!!!

Per questo si puó definire l’oro rosso dell’Aquila.