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Costantino Conte, dagli States l’amore per l’Abruzzo

di Stefano Orlando Puracchio

Maggio 2004. Mentre stavo navigando su internet, alla ricerca di canzoni popolari abruzzesi, mi imbatto in una pagina di un sito chiamato: “Benvenuti a Lettomanoppello e Roccamorice”. La pagina, minimale (una fotografia e del testo) era dedicata ad un signore di nome Costantino Conte, italoamericano. Conteneva alcuni file mp3 cantati dallo stesso Conte accompagnato dalla fisarmonica. I brani, piuttosto scarni ma cantati con passione, mi incuriosirono. Dopo averli scaricati, contattai il mio amico Emanuele (che già allora si interessava, come me, di queste cose). Decidemmo di scrivere un’email al signore, per ringraziarlo della bella musica che aveva messo a disposizione gratuitamente. Conte ci rispose tutto contento dopo pochi giorni. Con un italiano antico, mischiato al dialetto, ci disse: “io sono rimasto che due ragazzi mi dicono che le canzone ci sono molto piaciute”.

Personalmente pensavo che l’esperienza con il signor Conte fosse finita con quei ringraziamenti ma la vita, poi, ti riserva sempre delle sorprese. Nel 2009 dovendo scrivere un articolo sugli emigrati abruzzesi, mi ricordai di Costantino e, perciò, decisi di contattarlo di nuovo. Come potete immaginare Conte fu molto contento di riceve nuovamente mie notizie ed accettò di buon grado di fare un’intervista. L’articolo sarebbe dovuto uscire su una rivista che, purtroppo però, a causa del terremoto del 6 Aprile, dovette cambiare totalmente argomento (passando dall’immigrazione ai fatti drammatici che disgraziatamente tutti conosciamo). Mi dispiacque molto non poter dare spazio a quella intervista “su carta” perché Costantino era una persona buona che metteva passione nella sua musica, pur non essendo un professionista. Così pubblicai comunque quel pezzo su un sito internet con la collaborazione del mio amico Patrick, italo-canadese, e feci in modo di mandarlo a Conte. Ora, sia il sito “Benvenuti a Lettomanoppello e Roccamorice”, sia il sito dove fu pubblicata l’intervista a Conte non ci sono più. Fanno parte di quella lunga schiera di “siti fantasma” che per le ragioni più varie vengono disattivati. A 10 anni da quella intervista, ho ritrovato le vecchie mail con Costantino e, ammetto di essermi emozionato. Sicché ho pensato di ricontattare Emanuele, di ripassargli un mp3, una foto di Costantino e queste poche righe.

La mia personale fanfara per un uomo comune. Non so adesso Costantino in quale dimensione si trovi. Ma sono certo che sta suonando la sua fisarmonica, felice, accompagnato dal suo fedele cane.

( grazie all’amico Stefano per aver voluto condividere quest’esperienza vissuta in parte insieme in gioventù…)